Vittorio Casnati nacque a Buja (UD) il 17 agosto 1910 da Achille e Anna Pittini. Sposato con Elvira Martinetto, viveva con la famiglia in via Chiesa della Salute, 67 (attuale 73 della stessa via) a Torino.
Operaio presso le Ferriere Fiat e membro del 1° settore SAP, ebbe un ruolo nello sciopero del marzo 1944. Per questo motivo venne arrestato il 3 marzo 1944. Venne in seguito deportato l’11 marzo 1944 a Mauthausen, immatricolato col numero 57023 e classificato nella categoria “Schutz” (prigioniero per motivi politici). Dichiarò il mestiere di trafilatore. Venne in seguito trasferito a nel sottocampo di Gusen.
Vittorio morì a Gusen il 17 novembre 1944. Il suo nome è ricordato sulla lapide aziendale un tempo posta presso le Ferriere Fiat e ora conservata presso il Museo Diffuso della Resistenza di Torino.