Vanda Maestro (1919 – 1944)
Vanda Maestro (1919 – 1944)
Corso Guglielmo Marconi, 11

Vanda Maestro, di origine ebraica, nacque a Torino il 27 maggio 1919 da Cesare, proprietario di un negozio di stoffe in via Lagrange e Clelia Colombo; aveva un fratello Aldo (1911). La sua ultima residenza nota in Torino fu in Corso Guglielmo Marconi 11.

Dopo aver conseguito la maturità classica si laureò in chimica a Genova nell’anno accademico 1939-40. Nella biblioteca della scuola ebraica torinese instaurò legami d’amicizia con i fratelli Artom, Primo Levi, Franco Momigliano, Alberto Salmoni e l’affezionatissima Luciana Nissim. Le leggi razziali resero ardua se non impossibile la ricerca di un impiego ai ragazzi della biblioteca ed alcuni di essi, tra cui Vanda Maestro, si trasferirono a Milano dove furono aiutati da una cugina di Primo Levi, Ada Della Torre, la cui casa in via San Martino 7 divenne per loro centro di ritrovo, almeno fino all’estate del 1943 ed al bombardamento che distrusse l’abitazione.

Il 25 luglio del 1943 colse Vanda a Courmayeur, dove si trovava per una settimana di vacanza con Luciana Nissim. In seguito all’8 settembre 1943 raggiunse la famiglia Nissim in Valle d’Aosta dopo un tentativo fallito di raggiungere la frontiera svizzera.

Presso Amay, una frazione di Saint-Vincent, si formò un piccolo nucleo di resistenti legato al Partito d’Azione di cui fecero parte la stessa Vanda, Primo Levi, Luciana Nissim, Guido Bachi e Aldo Piacenza. Nonostante il carattere della giovane dottoressa in chimica fosse, come ricordato da chi la conobbe, timido e non incline ad atti di eroismo, essa portò a termine compiti di staffetta e di ricognizione tra le montagne. A causa dell’infiltrazione di un ufficiale dell’esercito inviato dal prefetto di Aosta, Cesare Augusto Carnazzi, nella formazione vicina, ad Arcesaz, il gruppo di Amay venne compromesso insieme ad altri  della zona e fatto oggetto di un rastrellamento; nella notte tra il 12 e il 13 dicembre 1943 Vanda venne arrestata insieme agli altri del gruppo. Al termine di un mese di detenzione trascorso presso la caserma di Aosta venne trasferita a Fossoli dove rimase dal 20 gennaio al 22 febbraio 1944, insieme a Primo Levi, Luciana Nissim e Franco Sacerdoti.

Vanda partì il 22 febbraio da Fossoli di Carpi con il convoglio n.8, secondo la numerazione indicata ne Il libro della memoria. Gli ebrei deportati dall’Italia (1943-1945) di Liliana Picciotto, il quale giunse ad Auschwitz il 26 dello stesso mese, viaggiando sotto la sigla RSHA (Reichssicherheitshauptamt, ovvero Direzione generale per la Sicurezza del Reich). Superarono la selezione iniziale 95 uomini e 29 donne cui furono assegnati rispettivamente i numeri da 174471 a 174565 e da 75669 a 75697. Per il trasporto, sono stati identificati 489 deportati di cui 23 risultarono sopravvissuti alla deportazione.

Secondo la testimonianza fornita a Luciana Nissim da Bianca Morpurgo, dottoressa triestina, anch’essa deportata a Birkenau, Vanda era ricoverata nell’infermeria del campo a causa della dissenteria e di una forma di tubercolosi polmonare particolarmente grave; la stessa Morpurgo riuscì a fornirle un tubetto di barbiturici per aiutarla a sopportare l’imminente fine che veniva riservata ai malati più gravi entrati nel Krankenbau (infermeria) di Auschwitz.

Vanda Maestro fu assassinata nella camera a gas di Birkenau il 30 ottobre 1944.