Stella Valabrega (1923 – 1978)
Stella Valabrega (1923 – 1978)
Via Po, 25

Stella Valabrega nacque a Torino il 10 giugno del 1923 da Michele e Maria Irene Roscetti, che ebbero altri tre figli, Mario, Gino e Aldo. Abitava con la famiglia in via Po 25 a Torino.

Stella conobbe le drammatiche limitazioni ai suoi diritti fondamentali già a partire dalle leggi razziali del 1938, e dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, all’età di 20 anni, fu arrestata a Torino insieme ai genitori il 5 dicembre 1943. Prelevati dai repubblichini fascisti, furono trasferiti alle carceri Nuove di Torino dove restarono fino al 17 gennaio del 1944. Il 22 febbraio 1944 Stella fu deportata da Fossoli sul convoglio sul quale si trovava anche Primo Levi, e giunse il 26 dello stesso mese nel campo di sterminio di Auschwitz: qui fu immatricolata con il numero 75697 (ad Auschwitz il numero veniva tatuato sul braccio degli häftling – detenuti – durante le fasi di registrazione dei prigionieri). Stella rimase internata ad Auschwitz fino al 30 dicembre del 1944.

Nel gennaio del 1945 venne coinvolta in una delle terribili “marce della morte” (marce forzate finalizzate a spostare verso occidente i prigionieri in territori ancora non minacciati dall’avanzata dell’esercito sovietico) che la condusse al campo di concentramento di Bergen Belsen. Il lager venne liberato il 15 aprile del 1945 dai soldati britannici.

Sopravvissuta, a partire dal 20 aprile Stella venne curata prima ad Amburgo e successivamente in Svezia dalla Croce Rossa, che si occupava di dare un primo soccorso ai sopravvissuti.  Dopo un ennesimo lungo viaggio, Stella venne rimpatriata in Italia il 7 settembre del 1945. Nei primi anni dopo il ritorno in Italia, Stella visse a Biella e a Torino, rispettivamente a casa dei fratelli Gino e Aldo. Nel 1950 sposò a Torino Giuseppe Duretti con il quale ebbe due figli: Mariella e Roberto. Morì a Chivasso, dove trascorse gli ultimi anni della sua vita, il 9 ottobre del 1978.