Luigi Jona, detto Gigi, nacque ad Asti l’11 ottobre 1902, figlio di Rodolfo e Rosa Emilia Segre, fratello minore di Remo. Frequentò il Liceo Classico Vittorio Alfieri di Asti e proseguì gli studi laureandosi in Giurisprudenza presso l’Università di Torino. Divenne avvocato come suo fratello Remo, insieme al quale aprì uno studio in via Papacino 6 a Torino. Già iscritto al Sindacato Fascista degli Avvocati e Procuratori, nel 1932 Luigi inoltrò domanda di iscrizione al PNF, accolta nel 1933. La fede fascista di Luigi risultò dubbia in quanto nella sua cartella biografica fascista era annotato come poco assiduo frequentatore delle adunate. Nel 1937 divenne notaio e spostò lo studio in via Viotti 4, mentre la sua abitazione risultava essere in corso Oporto 53, l’attuale corso Giacomo Matteotti. Nel 1938, in seguito all’emanazione delle leggi razziali, insieme al fratello Remo fu espulso dal PNF. Nell’autunno del 1943 venne arrestato mentre pranzava in un ristorante in via Rossini e condotto nel braccio tedesco delle Carceri Nuove. Il I dicembre, insieme a 12 donne e 18 uomini ebrei fu trasferito nelle carceri di Milano. Con un convoglio che partì il 6 dicembre 1943 dal binario 21 della stazione Centrale di Milano fu portato ad Auschwitz, dove arrivò l’11 dicembre. Non è noto il numero di persone presenti nel convoglio ma ne sono stati identificati 246; alla liberazione ne risultavano superstiti solo 5.
Nonostante non vi siano documenti comprovanti la sua immatricolazione, presumibilmente superò la selezione, in base all’unica informazione reperibile dalla scheda di deportazione presente nell’Archivio della Comunità ebraica di Torino, che reca la testimonianza di Enzo Levy, uno dei pochissimi superstiti dello stesso convoglio, che dichiarava di aver visto Luigi ad Auschwitz nel dicembre del 1943.
Il 2 luglio del 1956 il Tribunale di Torino dichiarò la presunta morte di Luigi Jona “in campo di concentramento in Germania alle ore 24 del 27 febbraio 1944” essendosi perse le tracce nonostante le successive ricerche dei familiari.