Leone Sinigaglia nacque a Torino il 14 agosto 1868 da Abramo e Emilia Romanelli. Abitava in strada dei Ronchi 79 a Cavoretto presso Torino.
Musicista, compositore e studioso, è ricordato per le sue composizioni di musica sinfonica di successo internazionale e per la sua raccolta con arrangiamenti delle Canzoni popolari del Piemonte. In quanto ebreo, con l’occupazione nazista dell’Italia seguita all’8 settembre 1943 si trovò a doversi nascondere per sfuggire all’arresto e alla deportazione, mentre la villa di famiglia di Cavoretto e le altre proprietà furono requisite dalle autorità fasciste. Il suo ultimo rifugio fu l’Ospedale Mauriziano Umberto I di Torino, dove grazie alla collaborazione di medici e personale era stato ricoverato sotto falsa identità insieme alla sorella Alina. In quella sede, il 16 maggio 1944, probabilmente a causa di una delazione, si presentarono i tedeschi per arrestare i due fratelli. Nella concitazione del momento, Leone fu colpito da un attacco cardiaco e morì, mentre la sorella Alina, che riuscì fortunosamente a sfuggire alla cattura, gli sopravvisse meno di un mese, fino al 6 giugno 1944.
Leone è ricordato da una Pietra d’Inciampo in piazza Bodoni a Torino, presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” dove studiò.