Isacco Cohen (1890 – 1944)
Isacco Cohen (1890 – 1944)
Via San Pio V, 28

Isacco Cohen nacque a Seresek, in Turchia, il 29 luglio 1890 da Simantow Cohen, agronomo macedone e Pearl Farhagi; aveva un fratello di nome Moises. La famiglia di Isacco si trasferì a Lecce tra il 1898 e il 1899, affinchè il padre potesse occuparsi dei suoi affari inerenti l’importazione di tabacco proveniente dai territori dell’Impero ottomano. Di origine ebraica, abitava in via San Pio V 28 ed era sposato con Anna Giublena.

Venne arrestato a Torino il 17 maggio 1944 per opera di Renato Fracchia, criminale e delatore, il quale si rese responsabile della cattura e della deportazione di numerosi ebrei a scopo di lucro. Nel dopoguerra Fracchia subì diversi processi per le azioni svolte durante la guerra al servizio dei tedeschi; in un primo momento condannato a morte mediante fucilazione alla schiena la pena successivamente gli venne commutata con una detenzione carceraria. Nella sentenza pronunciata dalla Corte di Assise di Torino nel 1949 inerente al delatore si trova un passaggio relativo alla cattura di Isacco Cohen: «E anche qui la iniziativa del Fracchia è rivelata dall’essersi egli presentato come ebreo, col nome di Franco Miglian (come quelle adoperate con la famiglia Fano) incaricato di distribuire soccorsi agli ebrei poveri, dandone a sua volta mandato allo stesso Cohen, non potendo egli e il suo compagno occuparsene direttamente, consegnando, come promettevano, a lui una busta contenente i denari da distribuire; evidentemente era questo un altro mezzo di carpire il recapito degli ebrei da catturare».

Isacco Cohen venne detenuto nel carcere di Torino e successivamente trasferito nel campo di Fossoli, dal quale venne infine deportato tramite il convoglio n.14 (cfr. L. Picciotto, Il libro della memoria. Gli ebrei deportati dall’Italia (1943-1945), partito da Verona il giorno 2 agosto 1944 e diretto ad Auschwitz, dove giunse il 6 dello stesso mese. Si trattò di un trasporto multiplo che aggregava deportati di varia provenienza: nella città veneta vennero aggiunti gruppi provenienti da Milano, Genova e Torino in attesa della deportazione. Il trasporto fu diviso lungo il tragitto in vari convogli che vennero indirizzati ad Auschwitz (6 agosto – convoglio n.14), Buchenwald il (4 agosto – convoglio n.15), Ravensbrück (5 agosto – convoglio n.16) e Bergen Belsen (5 agosto – convoglio n.17). Non è noto il numero totale dei deportati; sono stati identificati 333 nominativi, 244 dei quali relativi al convoglio diretto ad Auschwitz per il quale si contarono, dopo la guerra, 29 reduci. Il convoglio n.14, quello che coinvolse Isacco Cohen, era destinato a trasportare gli “ebrei a tutti gli effetti” e viaggiava sotto la sigla RSHA (Reichssicherheitshauptamt, ovvero Direzione generale per la Sicurezza del Reich). Nel trasporto giunto ad Auschwitz il 6 agosto si contano circa 300 persone; i numeri di matricola da B-5594 a B-5673 vennero assegnati a 80 ebrei italiani, da 83018 a 83040 a 23 ebree italiane, mentre i numeri da 190841 a 190844 riguardano 4 detenuti internati da Verona.

Isacco Cohen fu ucciso all’arrivo ad Auschwitz il 6 agosto 1944.