Giuseppe Davide Diena (1883 – 1945)
Giuseppe Davide Diena (1883 – 1945)
Via Giuseppe Mazzini, 12

Giuseppe Davide Diena nacque a Carmagnola il 16 dicembre 1883 da Giacobbe e Anna Sacerdote. Sposato con Elettra Bruno, cattolica praticante, abitava con la moglie e i figli Giorgio e Paolo in via Mazzini 12 a Torino.

Laureato in medicina, nel 1909 fu tra i fondatori della Società Italiana di Gastroenterologia. Dopo la Prima guerra mondiale, alla quale partecipò come volontario, Giuseppe Davide aderì al movimento Democrazia Sociale, una formazione politica antifascista nata da una scissione del Partito radicale. Ottenuta nel 1928 la libera docenza all’Università di Torino, continuò a frequentare ambienti antifascisti e legati alla massoneria (era affiliato alla storica loggia torinese “Dante Alighieri”). Ebreo, nel 1938 fu colpito dalle leggi razziali: ebbe il permesso di continuare la sua professione solamente a favore di pazienti ebrei. Nel 1942 fu arrestato con uno dei figli, Giorgio, per detenzione di materiale di propaganda antitedesca; rilasciato dopo alcuni mesi, riprese la sua attività clandestina. Con l’occupazione nazista successiva all’8 settembre 1943, Giuseppe Davide si trasferì con la moglie a Cavoretto (sulla collina torinese) per tentare di sfuggire alle persecuzioni. Ciononostante, venne arrestato a Torino il 29 agosto 1944 da truppe tedesche durante l’operazione che portò all’arresto anche del domenicano Giuseppe Girotti. Detenuto alle Nuove di Torino, fu poi trasferito al campo di Bolzano, e di qui il 14 dicembre 1944 deportato a Flossenbürg, dove venne immatricolato col numero 40061.

Giuseppe Davide morì a Flossenbürg il 2 marzo 1945 a causa delle percosse subite.

Una lapide nell’androne del palazzo di via Mazzini 12 ricorda la morte del figlio Paolo, partigiano dal settembre 1943 nella Divisione autonoma Val Chisone, ucciso in combattimento l’11 ottobre 1944, e quella di Giuseppe Davide.