Gina Sbrana nacque a Genova il 31 luglio 1915 da Armando Sbrana e Nella della Rocca. Era sposata con Gugliemo Laras, il quale dopo l’8 settembre 1943 prese parte alla lotta di Liberazione, militando prima nella II^ Divisione Garibaldi Piemonte e successivamente nella Divisione Italo Rossi; avevano un figlio, Giuseppe Laras, nato nel 1935. Di origine ebraica, Gina Sbrana era una casalinga, risultava domiciliata in via Orto Botanico 26.
Venne arrestata a Torino lunedì 2 ottobre 1944 in seguito alla delazione effettuata nei confronti della madre, Nella Della Rocca, da parte della portinaia del palazzo dove questa risiedeva, in via Madama Cristina 18. Autori dell’arresto furono due appartenenti alle SS italiane; nonostante il mandato di cattura riguardasse la sola Nella Della Rocca i militari fermarono la stessa Gina e il figlioletto Giuseppe che si trovavano con lei. Le due donne cercarono di corrompere i militari, chiedendo loro, una volta in strada, di lasciar fuggire il bambino. Le SS parvero accettare l’accordo, eppure giunti al punto prestabilito non manifestarono l’intenzione di liberare il piccolo Giuseppe Laras che riuscì comunque a divincolarsi e a fuggire per le vie della città. Gina Sbrana venne detenuta nel carcere di Torino ed in seguito trasferita a Bolzano il 24 ottobre 1944.
Venne deportata da Bolzano-Gries il 14 dicembre 1944 dal convoglio n.19, secondo la numerazione fornita ne Il libro della memoria. Gli ebrei deportati dall’Italia (1943-1945) di Liliana Picciotto e giunse a Ravensbrück il 20 dello stesso mese. Nel libro di Italo Tibaldi, Compagni di viaggio. Dall’Italia ai lager nazisti. I “trasporti” dei deportati 1943-45, il trasporto viene indicato con il numero 112. Non si conosce il numero esatto dei deportati: risultano identificati in 31, dei quali 3 sopravvissuti al momento della liberazione.
Non si hanno notizie relative al numero di matricola assegnato a Gina Sbrana; ella risulta deceduta a Ravensbrück il 2 gennaio 1945