Gelindo Augusti nacque il 24 giugno 1904 a Cavarzere (VE). Trasferitosi a Torino, si sposò con Bianca Blua, con la quale viveva in via Vicenza 23 a Torino.
Terenzio Magliano (anche lui poi deportato per motivi politici a Mauthausen) lo ricordò come un giocatore di calcio atletico e aitante. Gelindo lavorava presso il cotonificio Vallesusa di Torino Dora, e venne arrestato il 4 marzo e in seguito agli scioperi avvenuti tra il 1° e l’8 marzo 1944 a Torino e in buona parte dell’Italia settentrionale. Fu deportato insieme ad altre 596 persone con il trasporto n. 32 della numerazione Tibaldi, proveniente da Firenze. Giunse a Mauthausen l’11 marzo 1944, e lì venne registrato con il numero di matricola 56909 e classificato come “Schutz” (prigioniero per motivi politici). Dichiarò il mestiere di meccanico.
Trasferito nel sottocampo di Gusen e poi di nuovo a Mauthausen, Gelindo morì in una data incerta, compresa tra il 10 e il 16 marzo 1945.