Filippo Acciarini nacque il 5 marzo 1888 a Sellano (PG) da Francesco e Anna Nocelli. Sposato con Teresa Griva, abitò in via Carlo Alberto 22 a Torino.
Aderì giovanissimo al movimento socialista, andando incontro a difficoltà lavorative che gli imposero cambi di città e di mestiere fino a quando, ferroviere, venne trasferito a Torino, che da quel momento fu la sua città. Negli anni Venti, cominciò a collaborare con il settimanale “Il grido del popolo” e con il quotidiano socialista l’”Avanti!”. Come giornalista documentò la “strage di Torino” del 18 dicembre 1922, alla quale pure scampò fortunosamente. Durante il ventennio di dittatura fascista continuò l’attività politica clandestina, che gli valse molte discriminazioni lavorative, molti rischi e un processo davanti al Tribunale speciale per la difesa dello Stato. Dopo l’8 settembre 1943 si applicò all’attività antifascista con rinnovata energia, occupandosi – tra l’altro – dell’edizione torinese dell’”Avanti!” clandestino. Collaborò attivamente alla riuscita degli scioperi del marzo 1944, e anche per questo venne individuato e arrestato a Torino. Venne poi deportato nel campo di concentramento di Mauthausen con un convoglio che arrivò tra il 24 e il 27 giugno 1944. Venne immatricolato con il numero 76202, classificato sotto la categoria “Schutz” (prigioniero per motivi politici) e dichiarò la professione di giornalista. Venne in seguito trasferito in sottocampi di Mauthausen: prima Grossraming, poi St. Valentin, quindi nuovamente Mauthausen. Filippo morì il 2 marzo 1945 nel campo di Mauthausen.