Felicino Ottolenghi (1911 – 1944)
Felicino Ottolenghi (1911 – 1944)
Via Antonio Gramsci, 10

Felice “Felicino” Ottolenghi nacque a Torino il 1 giugno 1911 da Silvio e Albertina Moscato. Felicino abitava al numero 10 dell’attuale via Gramsci (all’epoca chiamata via XXIV maggio) a Torino.

Felicino viene descritto da Aldo Zargani in Per violino solo come “altissimo, bellissimo, Nizza Cavalleria, elmo dorato e cimiero d’argento”, e come molto coraggioso al limite dell’incoscienza, tanto da frequentare regolarmente – lui ebreo – i caffè alla moda di piazza Carlo Felice nell’autunno 1943 (mentre il divieto di ingresso datava dalle leggi razziali del 1938 e, al contempo, era ormai di pubblico dominio la notizia delle deportazioni in Germania per gli ebrei). Arrestato il 4 ottobre 1943 da forze armate tedesche, venne a lungo torturato perché rivelasse il nascondiglio del ricco padre Silvio, che poté evitare la deportazione anche grazie al silenzio del figlio. Detenuto in un primo tempo presso le carceri Nuove di Torino, venne in seguito trasferito alle carceri di Milano. Di qui venne deportato ad Auschwitz con il convoglio che partì il 6 dicembre 1943 e che arrivò l’11 dello stesso mese. Al suo arrivo superò la selezione iniziale e venne immatricolato.

Felicino morì ad Auschwitz dopo il dicembre 1944.