Emma Bona Ottolenghi nacque ad Acqui Terme, in provincia di Alessandria, l’1 dicembre del 1866 da Maurizio e Speranza Ottolenghi. Di origine ebraica, era sposata con Donato Colombo con il quale ebbe un’unica figlia che si chiamava Lia. Emma Ottolenghi viveva a Torino con la sua famiglia in Via Santa Teresa 24, in un edificio accanto Piazza Solferino e Via Pietro Micca che fu bombardato nel 1943 e che, gravemente danneggiato, venne in seguito abbattuto per essere sostituito con un grattacielo oggi noto come Torre Solferino o «casa alta». Ritenendo ormai troppo pericoloso continuare a vivere a Torino sia per paura di essere arrestati in quanto ebrei, sia per il costante pericolo dei bombardamenti, la famiglia decise di lasciare Torino con l’obiettivo di trovare una migliore e più sicura sistemazione. La figlia Lia, con l’aiuto di alcuni amici, riuscì a trovare una sistemazione a Milano dove visse con il falso nome di Giuseppina Gilardoni. I suoi genitori, Emma Cottolenghi e Donato Colombo decisero, invece, decisero di rifugiarsi a Sanremo. Sperando di non essere notati e di non destare alcun sospetto per il fatto che il cognome Colombo fosse molto comune in Liguria, decisero di alloggiare in un albergo che, secondo alcuni documenti ritrovati dai discendenti, sembrerebbe essere stato l’Albergo Paradiso. Tuttavia, per una sfortunata serie di eventi, i due coniugi ben presto si ritrovarono tra gli ebrei rastrellati a Sanremo alla fine del 1943, precisamente il 25 novembre. Emma Ottolenghi venne quindi arrestata nella predetta data da soldati tedeschi che la condussero al carcere di Genova. Successivamente trasferita al carcere di Milano, il 6 dicembre venne prelevata da San Vittore e caricata su uno dei carri bestiame in partenza dalla Stazione Centrale di Milano, con destinazione Auschwitz. Si tratta del Trasporto n. 12 secondo la numerazione data da Picciotto, il cui convoglio venne formato a Milano e Verona. Si trattò della prima deportazione con destinazione Auschwitz. Qui arrivò l’11 dicembre. Emma Ottolenghi non sopravvisse alla deportazione e venne uccisa all’arrivo.