Alberto Missaglia (1908 – 1945)
Alberto Missaglia (1908 – 1945)
Corso Principe Oddone, 21

Alberto Missaglia nacque a Torino il 10 settembre 1908, unico figlio di Paolo e Alessandra Salomone. Sposato con Emilia Riposio, con le figlie Enrica e Mariuccia viveva in corso Principe Oddone 83 (attuale 21 dello stesso corso) a Torino.

Di famiglia antifascista (il padre era socialista), il suo impegno di lunga data si concretizzò, dal giugno 1944, con l’adesione alla Resistenza in collegamento con la banda Grandubbione che operava nel Pinerolese, col nome di battaglia “Berto”. Il suo impegno si attuò nella stampa di numeri clandestini de “L’Unità” (Alberto era iscritto al Partito Comunista) e nella realizzazione di documenti falsi utili alla Resistenza nella fotolitografia di famiglia. Arrestato a Torino il 20 agosto 1944 da forze armate repubblichine, dopo un periodo di detenzione in una caserma di Venaria Reale, venne trasferito alle Nuove e quindi all’Albergo Nazionale per interrogatori. Nonostante le torture, Alberto si assunse tutte le responsabilità scagionando il padre e non denunciando nessuno. Deportato quindi a Dachau, dove arrivò il 9 ottobre 1944, venne immatricolato col numero 113410 e classificato nella categoria “Schutz” (prigioniero per motivi politici).

Alberto morì a Dachau il 15 aprile 1945. Il suo nome è ricordato anche nella lapide di piazza Benefica, che ricorda i partigiani caduti del quartiere “Cit Turin”.