Che c’è di male? La distrazione dello sguardo, lo scandalo del vedere
Che c’è di male? La distrazione dello sguardo, lo scandalo del vedere

DAL 30 MARZO AL 9 APRILE 2006

Mostra fotografica realizzata dagli studenti della classe V C del Liceo Europeo “Altiero Spinelli” di Torino in occasione della giornata della memoria 2006
Coordinamento: Jocelyn Holmes, Fulvio Gambotto.

“Tra breve, signori, ci rivedremo …”. Le ultime parole di Adolf Eichmann, responsabile prima dell’emigrazione coatta e poi dell’organizzazione della macchina della deportazione, risuonano come un monito inquietante: il male, la sofferenza senza ragioni e senza giustificazioni, è “banale”, non appartiene a un momento ormai definitivamente consegnato al passato, non è stato, una volta per tutte, bandito dal mondo. Il male, anzi, ci riguarda, ci sfiora, ci passa accanto ogni giorno, ma sembra aver perduto la proprietà che permette di riconoscerlo per quello che è, la proprietà di farci soffrire, di generare sdegno e rifiuto. Abbiamo imparato l’indifferenza all’atrocità, lo sguardo che non vede, la giustificazione che rassicura; ci siamo addestrati a sopportare la scissione tra ciò che è e ciò che dovrebbe essere, per non farci sorprendere da una sofferenza altrimenti insopportabile; abbiamo accettato l’alterità dell’altro, per metterci al riparo dal coinvolgimento, per salvaguardare la nostra sensibilità.
Possiamo però ancora rinnegare la rassegnazione e accettare di metterci in gioco, ascoltando le voci, interrogando le storie di vita, riconoscendo la prospettiva dell’altro, riprendendo il possesso della capacità di scandalizzarsi. Scoprendo insomma la possibilità di una banalità del bene, accanto a quella del male. Certo questo vuol dire anche soffrire, per sé e per la sofferenza dell’altro, ma in cambio di un contesto culturale nel quale si riconosce dignità alla vittima e le si va incontro.
Abbiamo cercato entrambi questi atteggiamenti – la perseveranza del male e la disobbedienza del bene – nella storia della seconda metà del Novecento. Quelle che qui presentiamo sono alcune immagini di questo itinerario tra atrocità e umanità, tra indifferenza e coraggio civile.

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