1938-2018. A 80 anni dalle Leggi Razziali
1938-2018. A 80 anni dalle Leggi Razziali

Il progetto ha previsto una molteplicità di iniziative intese a coinvolgere attraverso modalità varie un gran numero di interlocutori.

Sono stati individuati due punti di riferimento centrali nello spazio torinese, il Polo del ‘900 e l’Università. A questi si sono aggiunti altri luoghi di interesse diffusi nella città.

Il Polo del ‘900 ha visto succedersi una fitta sequenza di eventi, destinati a illuminare diversi aspetti della vicenda in esame e ad aprire verso una riflessione sul presente. Nel medesimo luogo è stata proposta, per il periodo fra la metà di novembre 2018 e la fine di gennaio del 2019, un’installazione destinata a offrire un quadro di riferimento utile a collocare nel tempo e nello spazio le problematiche inerenti le leggi razziali, le loro premesse e le loro conseguenze.

L’Università degli Studi di Torino  è stata il luogo in cui è stata allestita una mostra, che si è valsa dei ricchissimi materiali conservati nelle sue diverse sedi e in quelle degli istituti del Polo. Il Museo di Anatomia possiede ad esempio un importante archivio digitale, oltre a oggetti, documenti, strumenti scientifici e volumi, spesso inediti, che hanno dato conto della temperie scientifica degli anni Trenta e del coinvolgimento attivo di una parte del mondo scientifico nell’appoggiare le posizioni apertamente razziste del Regime.

Altre istituzioni diffuse in città, destinatarie di un appello pubblico rivolto dai promotori del progetto, hanno offerto al pubblico testimonianze tratte dal loro passato. Sia al Polo sia all’Università è stata proposta una mappa dei luoghi e dei percorsi espositivi visitabili.

La fase cruciale delle iniziative ha avuto inizio a metà novembre 2018, in coincidenza con l’anniversario dell’approvazione delle leggi razziali, e si è protratta fino a comprendere il Giorno della Memoria del 2019. E’ stato quello in particolare il periodo in cui hanno avuto luogo luogo i due momenti espositivi: la mostra “La scienza e la vergogna”, allestita presso il Palazzo del Rettorato di via Po, e l’installazione “Che razza di storia” allestita presso il Polo – Palazzo San Daniele.

Il ciclo di appuntamenti, che ha accompagnato il periodo di allestimento della mostra e dell’installazione si è incentrato sul contesto dell’epoca, per ripercorrere la storia delle leggi razziali e indagarne la memoria.

L’intento dei proponenti è stato però quello di arrivare alla scadenza autunnale dopo un lungo e articolato lavoro di preparazione pensato su due livelli: iniziative pubbliche e workshop organizzati nel corso dei mesi precedenti, intesi a concentrare l’attenzione del pubblico cittadino sulle tematiche in questione, ad allargare lo sguardo sulla contemporaneità e a coinvolgere in modo attivo gruppi di giovani e di nuovi cittadini; come pure un’attività di formazione rivolta alle scuole finalizzata alla loro piena e attiva partecipazione.

Il programma di eventi durante l’installazione e la mostra

Novembre 2018 – febbraio 2019

  • il Comitato di coordinamento tra le associazioni della Resistenza ha organizzato un convegno con interventi di testimoni e storici;
  • la Fondazione Donat Cattin ha proposto un incontro sul tema della chiesa e dei cattolici piemontesi di fronte alle leggi razziali;
  • una serie di dibattiti sul tema “L’antisemitismo ieri e oggi” è stato curato dall’Istituto Salvemini, con l’obiettivo di affrontare le origini e la diffusione odierna dei pregiudizi antiebraici.
  • il Centro Studi Piero Gobetti ha organizzato un percorso sulla natura del pregiudizio, a partire dalle riflessioni di Norberto Bobbio e Primo Levi;
  • l’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza ha curato una rassegna cinematografica per dar conto di come la cinematografia europea abbia documentato e rappresentato le leggi razziali e il loro significato;
  • il Centro Internazionale di Studi Primo Levi ha organizzato un ciclo di incontri pubblici a due voci, in cui si sono affrontate questioni ancora aperte: la normativa antiebraica con un’attenzione al tema specifico del destino dei beni ebraici; la mancata pubblicazione dell’enciclica di Pio XI contro il razzismo; la realtà del campo di Fossoli e la sua storia, come snodo fra RSI e forze occupanti;  Primo Levi testimone italiano delle persecuzioni contro gli ebrei; le modalità con cui la Germania ha elaborato il suo passato.
  • la Rete Italiana di Cultura Popolare ha proposto un’azione performativa intorno al tema “Dalle testimonianze degli archivi alle nuove intolleranze”