Ernesto Valabrega (1901 – 1944)
Ernesto Valabrega (1901 – 1944)
Corso Massimo D'Azeglio, 23

Ernesto Valabrega nacque a Torino il 21 gennaio 1901 da Vittorio e Enrichetta Lattes. Sposato con Tranquilla Momigliano, viveva con la famiglia in corso Massimo d’Azeglio 23 a Torino.

Dopo essersi laureato in ingegneria elettrotecnica nel 1923, Ernesto affiancò il padre nella gestione della fabbrica di mobili Valabrega. Nonostante la sua iscrizione al Partito fascista risalisse al 1932, in quanto ebreo fu colpito dalle leggi razziali del 1938, che portarono anche alla sua espulsione dal partito. In seguito, nel 1944, il mobilificio cambiò nome da “V. Valabrega” a “Mobilart”. Dopo l’occupazione tedesca seguita all’armistizio dell’8 settembre 1943, la famiglia Valabrega si rifugiò a Biella presso una zia di Tranquilla per sfuggire alle persecuzioni razziali. Ciononostante, Ernesto continuava il suo impegno presso la fabbrica torinese per salvaguardare la produzione di mobili e il lavoro degli operai. A causa di una delazione, Ernesto venne arrestato presso la fabbrica il 24 marzo 1944 da italiani. Detenuto in un primo tempo presso le Nuove di Torino, venne quindi trasferito al campo di Fossoli. Fu deportato ad Auschwitz con un convoglio partito da Fossoli il 5 aprile 1944 e al suo arrivo venne immatricolato. In un momento successivo venne spostato verso Ovest, nella zona di Monaco di Baviera.

Ernesto morì il 31 ottobre 1944 nel campo di Kaufering IV, sottocampo di Dachau.