Lucio Pernaci nacque il 16 gennaio 1900 a Caltanissetta da Michele e Giuseppa. Sposato con Adele Garlisi, abitava in corso Regio Parco 35 a Torino.
Ferroviere in Sicilia, perse il lavoro nel 1927 per il suo rifiuto di prendere la tessera del Partito fascista. Si trasferì quindi a Torino dove trovò lavoro presso la Fiat Ferriere. Lucio partecipò agli scioperi del marzo 1944 e per questo motivo venne chiamato in questura. Convinto che si trattasse di ricevere notizie dei figli sfollati in Abruzzo, e di cui non aveva più notizie a causa dei combattimenti nella penisola, venne invece arrestato. Venne deportato a Mauthausen, dove arrivò l’11 marzo 1944 e fu immatricolato con il numero 57336. Venne classificato sotto la categoria “Schutz” (prigioniero per motivi politici) e dichiarò il mestiere di muratore.
Lucio morì il 27 giugno 1944 a Gusen, un sottocampo di Mauthausen.