Alfonso Ogliaro nacque il 30 maggio 1897 a Biella da una famiglia operaia. Abitava in via Gioberti 69 a Torino.
Rimasto orfano in giovane età, esercitò diversi mestieri (manovale, muratore, contadino, falegname) entrando a contatto con il mondo del lavoro e delle sue organizzazioni politiche (Partito socialista) e sindacali (Confederazione generale del Lavoro). Trasferitosi a Torino presso la direzione del Sindacato degli edili, continuò il suo impegno politico anche durante il ventennio di dittatura fascista, mantenendo contatti con antifascisti e fuoriusciti. Dopo l’8 settembre 1943, la sua attività clandestina venne individuata dalla polizia fascista e dalla Gestapo, che tra gennaio e marzo 1944 procedettero a molti arresti tra gli esponenti del CLNRP (Comitato di liberazione nazionale regionale del Piemonte). Il 9 marzo, nell’ambito di un’operazione di repressione contro partecipanti e organizzatori degli scioperi operai del marzo 1944, Alfonso venne arrestato a Torino insieme alla segretaria, Nuccia Adamo, e al compagno socialista Filippo Acciarini: i due uomini vennero poi tradotti a Milano e imprigionati a San Vittore. Il 25 aprile 1944, Alfonso fu trasferito nel campo di Fossoli, per poi essere deportato il 21 giugno con un convoglio di 475 deportati. Arrivato a Mauthausen, il 24 giugno venne immatricolato col numero 76483, classificato sotto la categoria “Schutzhaft” (prigioniero per motivi politici) e dichiarò la professione di industriale. Subì diversi trasferimenti nei sottocampi di Mauthausen: prima Grossramming e quindi, dopo il mese di agosto, Schlier Redl-Zipf, in ultimo Gusen.
Alfonso morì in una data incerta, tra il 20 febbraio e il 20 marzo 1945.