Antonio Lazzarin nacque a Candiana in provincia di Padova l’8 maggio 1912 da Giovanni e Rosa Cavaletto. Figlio unico, arrivò a Torino nel dicembre del 1930 proveniente da Terrassa Padovana. Nel 1931 si trasferì nuovamente nel comune di provenienza, ma è sconosciuta la data di rientro a Torino. L’ultima residenza nota risulta essere quella di Via Bizzozero 24. Purtroppo non sono molte le notizie conosciute in merito alla vita di Antonio Lazzarin. Dagli accertamenti anagrafici si evince che avesse lavorato come meccanico e anche al momento della registrazione a Mauthausen, dichiarò di essere un meccanico/attrezzista. Dalla documentazione recuperata Lazzarin venne presumibilmente arrestato nel marzo del 1944. Partito il 17 marzo da Bergamo, giunse a Mauthausen il 20 marzo. Nel libro di Italo Tibaldi Compagni di viaggio. Dall’Italia ai lager nazisti. I “trasporti” dei deportati 1943-45, il trasporto viene indicato con il n.34. Il numero totale dei deportati presenti sul convoglio risulta essere superiore a 560 deportati di cui 245 provenivano da Torino, da dove erano partiti il giorno 13 dello stesso mese. Il percorso seguito dal convoglio passò per Verona, Tarvisio e Villach. Arrivato a Mauthausen venne classificato come Schutz e immatricolato con il numero 58940. Tra il 21 luglio e il 18 agosto 1944 il Lazzarin compare in un registro di impiegati presso le officine della Daimler-Benz AG. Il 29 novembre 1944 venne trasferito da Gusen, sottocampo di Mauthausen, a Mauthausen. Il 3 dicembre venne nuovamente trasferito, questa volta non in un sottocampo ma in un altro Lager più lontano, quello di Auschwitz, che da lì a poche settimane sarebbe stato raggiunto dai russi. Lazzarin fece parte di un gruppo di deportati del trasporto n. 34 che vennero condotti ad Auschwitz con il solo obiettivo di essere impiegati come meccanici per terminare i lavori per la Buna Werke, fabbrica di gomma sintetica. Un ultimo spostamento di Lazzarin viene registrato il 29 gennaio del 1945 a Mauthausen dove venne immatricolato con il numero 123568. Morì nel Sanitätslager di Mauthausen alle ore 5.30 del 27 febbraio 1945. Tra le cause della morte sono indicate sepsi ed Herpes Zoster. Delle 563 persone presenti sul convoglio n. 34, solo 159 riuscirono a tornare a casa.