Giacomo De Benedetti nacque a Acqui il 19 luglio 1900 da Vittorio e Olga Carpanetti. Sposato con Gabriella Trieste, abitava con la moglie e i figli in via Campana 24 a Torino.
Ingegnere, lavorava alla FAX, una fabbrica di armi fornitrice della Marina militare. Nonostante la sua condizione e le sue scelte (cattolico, volontario nel 1917, iscritto al Partito fascista dal 1925), Giacomo fu discriminato sul posto di lavoro per le sue origini ebraiche a causa delle leggi razziali del 1938. Dopo l’occupazione nazista seguita all’armistizio dell’8 settembre 1943, le condizioni precipitarono: fu arrestato il 20 dicembre 1943 da truppe italiane a causa di una delazione. Detenuto in un primo tempo alle Nuove di Torino, venne quindi trasferito alle carceri di Milano, e di qui il 30 gennaio 1944 deportato ad Auschwitz, dove fu immatricolato.
Giacomo morì nel campo di Janinagrube il 31 gennaio 1945.