Alessandro Colombo (1895 – 1944)
Alessandro Colombo (1895 – 1944)
Via Giuseppe Piazzi, 3

Alessandro Colombo, detto Sandro, nacque a Torino il 23 giugno del 1895, figlio di Giuseppe Colombo e Giustina Colonna. Il 13 settembre del 1932 Alessandro sposò Wanda Debora Foà, di 19 anni più giovane, presso il tempio israelitico di Torino. La famiglia possedeva un’attività di produzione di carta da imballaggi per dolciumi nello stabile di via Piazzi 3 a Torino. Il contratto di affitto era stato stipulato con il signor Luigi Panetto, proprietario del basso fabbricato interno al cortile, il I agosto 1936. Secondo il censimento effettuato dal Regime fascista nel 1938, la famiglia risiedeva in corso Orbassano 15 (oggi corso De Gasperi) a un isolato di distanza da via Piazzi 3. L’azienda per dolciumi continuò la sua attività nel 1939, come documentato dall’annuario industriale, con la sigla “C.S.- Fabbrica cartonaggi”.
La famiglia Colombo inoltre affittava un appartamento al terzo piano di via Piazzi 3 da altro residente nello stabile; presumibilmente si trasferirono in quest’ultima residenza per poter essere più vicini e di conseguenza avere un maggiore controllo sui locali della tipografia ed eventualmente essere pronti per intervenire in caso d’incendio, eventualità dovuta ai frequenti bombardamenti che colpirono la città.
Secondo quanto riporta la documentazione custodita dal CDEC Alessandro e la moglie Wanda, fuggirono a Forno Canavese, presumibilmente in un casolare della frazione Milani. Il 7 dicembre 1943 arrivò a Forno una colonna tedesca di 2000 uomini dopo che un aereo di ricognizione aveva avvistato i partigiani della banda “Monte Soglio”. Elena, invece, fu nascosta presso l’Istituto Charitas, un Asilo di Carità gratuita. Alessandro fu portato insieme a Wanda alle Carceri Nuove di Torino il 9 dicembre; successivamente furono trasferiti presso il carcere San Vittore di Milano. Il 30 gennaio 1944 furono caricati sul treno in partenza dalla Stazione Centrale di Milano con destinazione Auschwitz. Il convoglio si formò tra Milano e Verona, sotto la sigla RSHA. I deportati furono 605: di questi solamente 97 uomini superarono la selezione per il gas e furono immessi nel campo, mentre le donne immatricolate furono solamente 31; i bambini nati dopo il 1931 furono 36. Dei 605 deportati solo 20 poterono tornare a casa; tra questi è Liliana Segre, attualmente (2020) senatrice della Repubblica Italiana. Alessandro fu tra coloro che superarono la selezione e fu immatricolato con il numero 173417. Sandro resistette 10 mesi nel campo di concentramento e sterminio di Auschwitz, fino al 30 novembre del 1944, giorno in cui fu registrata la sua morte.