Noe’ Clerino nacque il 10 gennaio 1890 a Carema, in provincia di Torino, da Pietro e Maria Clerino. Per un periodo di tempo emigra in Francia per poi rientrare stabilmente in Italia. Nel maggio del 1927 venne arrestato con l’accusa di aver diffuso volantini antifascisti. Dopo aver rischiato il confino, continuò a essere sottoposto a misure di vigilanza. Venne schedato nel Casellario Politico Centrale come comunista. Di mestiere muratore, si sposò con Amelia Gabetti il 19 dicembre del 1929. Nel gennaio del 1930 si trasferì definitivamente a Torino. La sua ultima residenza nota è Via del Carmine 24. Venne arrestato a Torino il 5 marzo 1944 per motivi di pubblica sicurezza. Condotto in carcere alle Nuove, il giorno successivo, il 6 marzo, fu deportato al campo di Fossoli dove probabilmente giunse il 7 marzo. Con il trasporto n. 32, secondo la numerazione data da Tibaldi, che l’8 marzo partì da Firenze e che fece sosta a Fossoli e Verona, Noe’ giunse a Mauthausen l’11 marzo del 1944 dove venne classificato come Schutz. Dichiaratosi muratore, gli venne assegnato il numero di matricola 57065. Fu successivamente trasferito a Gusen (sottocampo di Mauthausen) mentre, il 28 aprile del 1944, fu nuovamente trasferito, questa volta, al Sanitaetslager. Risulta morto il 19 Settembre 1944 all’Erholungsheim di Hartheim (struttura dipendente da Mauthausen). Erholungsheim è anche noto come Castello di Hartheim. La struttura, vicina alla città di Linz, veniva comunemente chiamata “casa di svago”. Si trattava di un nome di copertura per nascondere quello che in realtà accadeva al suo interno. Qui venne infatti attuata l’operazione T4 che, già portata avanti dal 1939 dal Nazismo, attraverso l’utilizzo delle camere a gas, mirava all’eliminazione di determinate persone come invalidi, inabili al lavoro o, ancora, malati di mente o malati con disturbi neurologici, le cosiddette “Ballast Existenzen” cioè “esistenze insignificanti”. Migliaia di persone andarono incontro alla morte mediante l’utilizzo della camera a gas. Il progetto di eutanasia giunse alla sua conclusione nel 1941. Tuttavia, le camere a gas del Castello di Hartheim continuarono ad essere utilizzate: nella struttura, infatti, furono inviati, secondo il programma 14f13, prigionieri che provenivano da Ravensbrück, Dachau, Mauthausen e i suoi sottocampi con l’obiettivo di ucciderli perché troppo deboli e inabili al lavoro. Lo smantellamento della struttura ebbe inizio tra la fine del 1944 e l’inizio del 1945.