Giovanni Vittone nacque a Torino il 30 aprile 1909 da Luigi Vittone e Caterina Embargo. Dalla documentazione emerge l’adesione clandestina al comunismo: per questo motivo fu confinato a Stigliano, in provincia di Matera, nel 1940; fu quindi arrestato per aver trasgredito alle regole del confinamento e poi rilasciato. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, con la nascita della Repubblica Sociale Italiana, aderì al movimento partigiano nelle Brigate Garibaldi con il nome di battaglia di Giuvanin Amilcare.
Fu arrestato il 25 maggio 1944 presso la sua abitazione di corso Vercelli 121. Come molti oppositori politici, fu deportato, presumibilmente tramite pullman, al campo di Bolzano. Da qui il 5 settembre 1944 fu trasferito al campo di Flossenbürg dove arrivò il 7 settembre (trasporto 81 secondo la numerazione di Italo Tibaldi). Si stima che il convoglio trasportasse 1459 persone, di cui 24 da Torino.
A Giovanni fu attribuita la matricola 21823 e fu classificato come Schutz (prigioniero per motivi politici). Il 7 ottobre dello stesso anno fu trasferito al campo di Augsburg (Dachau), probabilmente per esigenze di organizzazione e per il bisogno di operai specializzati nella realizzazione di prodotti bellici. Vi arrivò il giorno 19 e fu immatricolato con il numero 117067; fu registrato come attrezzista e meccanico di precisione. Morì nell’aprile del 1945 a Kaufering, sottocampo di Dachau.