Luigi Scala era originario di Forlì, dove era nato il 20 luglio 1905. A Torino frequentò la facoltà di Scienze Naturali e dopo la laurea divenne assistente della materia presso quell’ateneo. Antifascista, insieme a Mario Andreis e ad Aldo Garosci fondò il primo nucleo cittadino di Giustizia e Libertà che diede vita al foglio “Voci d’officina”, stampato dal settembre-ottobre del 1931. Scoperti dalla polizia, Scala fu processato dal Tribunale Speciale e nell’aprile 1932 fu condannato a 8 anni di detenzione. Scarcerato per condono tre anni dopo, fu nuovamente arrestato nell’ottobre 1936 per propaganda a favore della Spagna repubblicana. Fu condannato, il 20 marzo 1937, a dodici anni di reclusione. Fu liberato dal carcere di Castelfranco Emilia soltanto alla fine dell’agosto 1943. Scala tornò a Torino e qui, con il fratello Giancarlo, militò nel Partito d’Azione ed entrò nel Comando regionale GI (nome di battaglia ‘Gigi’). Fu arrestato dai tedeschi il 2 dicembre 1943, insieme con la cugina Marisa Scala. Venne trattenuto al carcere Le Nuove e il 18 febbraio 1944 fu deportato a Mauthausen (con lui erano anche Germano Facetti, Aldo Carpi, Terenzio Magliano). Giunse nel campo di concentramento il 21 febbraio 1944; classificato come Schutz, numero di matricola il 53455, dichiarò di essere dottore in scienze naturali. Alla liberazione del campo, si trovava nel Revier. Sopravvisse al campo ma morì per i postumi della prigionia il 21 luglio 1945 nella clinica Sanatrix.