Gino Rossi nacque a Venezia il 18 agosto 1884 da Pellegrino e Estella Maestro. Sposato con Teresa Chiorino, viveva in corso Marconi 38 a Torino.
Il 17 aprile 1944 venne individuato con l’inganno e arrestato. Renato Fracchia di Spinetta Marengo, razziatore di ebrei, di casa all’Albergo Nazionale dove era acquartierata la polizia delle SS, promise alla moglie di Gino documenti falsi in cambio di diecimila lire, ma appena la donna sborsò la somma, Fracchia e il suo compare Soave catturarono Gino oltre a razziare altri oggetti in casa. Dalle carceri Nuove di Torino dove fu imprigionato, Gino venne trasferito nel campo di Fossoli, per poi essere deportato a Auschwitz da Verona il 2 agosto dello stesso anno. Il convoglio comprendeva diversi vagoni, destinati a diversi campi di concentramento: Gino era sul vagone 14, che viaggiava sotto la sigla RSHA ed era stato destinato agli ebrei con destinazione Auschwitz. Il Centro di documentazione ebraica contemporanea ha identificato 333 deportati di quel convoglio, di cui 96 sopravvissuti.
Gino fu ucciso all’arrivo ad Auschwitz il 6 agosto 1944.