Claudio Pescarolo nacque a Torino il 19 maggio 1920 da Umberto Pescarolo ed Ernesta Sestrieri. Abitava in Piazza Statuto n° 13 a Torino. Apparteneva alla comunità ebraica torinese; soprannominato “Parin”, lavorava in un negozio che trattava la vendita di salami d’oca, libri di preghiera e oggetti religiosi in via San Francesco da Paola angolo via Maria Vittoria. Al termine della guerra il negozio divenne la Macelleria De Andrea-Gambotto.
Venne arrestato il 24 giugno 1944 da italiani e in seguito affidato ai tedeschi che ne disposero la deportazione. Venne detenuto prima nel carcere di Torino e successivamente a Milano. Viaggiò sul convoglio n.14 secondo la numerazione indicata ne Il libro della memoria. Gli ebrei deportati dall’Italia (1943-1945) di Liliana Picciotto, partito da Verona il giorno 2 agosto 1944 diretto ad Auschwitz, dove giunse il 6 agosto 1944.
I convogli n. 14, 15, 16, 17 partirono da Verona e quindi dal territorio di diretta competenza della R.S.I (Repubblica Sociale Italiana). Si trattò di un trasporto multiplo che partì il 2 agosto 1944 con deportati di varia provenienza; nella città veneta vennero aggregati gruppi provenienti da Milano, Genova e Torino in attesa della deportazione. Il trasporto fu diviso lungo il tragitto in vari convogli che vennero indirizzati ad Auschwitz (6 agosto – convoglio n.14), Buchenwald il (4 agosto – convoglio n.15), Ravensbrück (5 agosto – convoglio n.16) e Bergen Belsen (5 agosto – convoglio n.17) . Non essendo conservate le Transportlisten non è noto il numero totale dei deportati, tuttavia, le ricerche del CDEC (Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea) hanno portato all’identificazione di 333 nominativi, 244 dei quali relativi al convoglio diretto ad Auschwitz per il quale si contarono, dopo la guerra, 29 reduci. Il convoglio n. 14, quello che coinvolse Claudio Pescarolo, era destinato a trasportare gli “ebrei a tutti gli effetti” e viaggiava sotto la sigla RSHA (Reichssicherheitshauptamt, ovvero Direzione generale per la Sicurezza del Reich) . I convogli n. 15, 16 e 17 invece furono destinati rispettivamente a: a) uomini figli di matrimonio misto, b) donne figlie di matrimonio misto, c) coniugi di matrimonio misto. Nel trasporto giunto ad Auschwitz il 6 agosto si contano circa 300 persone; i numeri di matricola da B-5.594 a B-5673 vennero assegnati a 80 ebrei italiani, da 83.018 a 83.040 a 23 ebree italiane, mentre i numeri da 190.841 a 190.844 riguardano 4 detenuti internati da Verona.
Claudio Pescarolo risulta deceduto in luogo ignoto dopo il 22 gennaio 1945.
Il Dottor Giovanni Chiarini, ricercatore presso l’Institute for International Peace and Security Law dell’Università di Colonia, dipartimento di diritto penale internazionale, ha trovato un segno del passaggio di Claudio Pescarolo in un ex prigione nazista; il suo nome appare inciso in una cella delle prigioni della Gestapo nella Nordrhein-Westfalen a Colonia.