Marco Norzi (1918 – 1944)
Marco Norzi (1918 – 1944)
Via Gaeta, 18

Marco Norzi nacque a Torino l’8 settembre 1918 da Ercole Norzi e Marina Maroni. Di origine ebraica, abitava a Torino in Via Gaeta 18.

Ingegnere ed aspirante ufficiale della Marina, venne cacciato dall’Accademia Navale in seguito all’emanazione delle leggi razziali del 1938; il suo nome compare nell’elenco dell’annuario dell’Accademia, sotto la sigla GN (Genio Navale), per l’anno 1936-37 con il numero matricolare 463. Secondo le memorie familiari, l’esclusione comportò per lui un vero trauma arrivando a causargli una forma di diabete da stress. Stando al racconto di famiglia venne respinto alla frontiera svizzera durante il tentativo di raggiungere i propri parenti; all’origine della sua cattura potrebbe esserci un tradimento da parte di spie o guardie svizzere. Venne quindi arrestato a Gaggiolo in provincia di Varese il 19 dicembre 1943 da tedeschi. Detenuto presso il carcere di Varese, venne successivamente trasferito prima nel carcere di Como e poi a San Vittore, ultimo luogo di detenzione prima della deportazione.

Viaggiò sul convoglio n.6, secondo la numerazione fornita ne Il libro della memoria. Gli ebrei deportati dall’Italia (1943-1945) di Liliana Picciotto, formato a Milano e a Verona il 30 gennaio 1944 e destinato ad Auschwitz, dove giunse il 6 febbraio; il trasporto viaggiava sotto la sigla RSHA (Reichssicherheitshauptamt, ovvero Direzione generale per la Sicurezza del Reich). Dei 605 deportati presenti sul treno merci partito dal binario 21, al livello sotterraneo della Stazione Centrale, superarono la selezione iniziale 97 uomini e 31 donne che presero rispettivamente i numeri di matricola da 173394 a 173490 e da 75174 a 75204; 20 risultarono i sopravvissuti al termine della guerra.

Marco Norzi venne ucciso all’arrivo ad Auschwitz il 6 febbraio 1944.