Corrado Lolli (1895 – 1944)
Corrado Lolli (1895 – 1944)
Corso Svizzera, 33

Corrado Lolli, il secondo di quattro fratelli – oltre a lui Enzo, Giuseppina e Ferruccio – nacque il 30 luglio 1895 a Torino da Camillo e Bice Jona. Abitava al numero 33 di corso Altacomba (l’attuale corso Svizzera). Da piccolo ebbe la poliomielite che lasciò il segno in un tremito che accompagnava i suoi movimenti. Unico tra i suoi fratelli a non laurearsi, nel 1932 prese la tessera del Partito Fascista che gli fu poi revocata in quanto ebreo, secondo le disposizioni delle leggi razziali del 1938. A un periodo di poco successivo risale l’insegnamento presso un istituto magistrale di Parenzo (città della Croazia all’epoca in territorio italiano). Le poche testimonianze su Corrado ci raccontano di come si fosse dedicato alla legatoria, tanto da aprire un piccolo studio. Dalla nipote Nedelia Lolli (figlia di Enzo) sappiamo che lo zio amava passare il suo tempo con la piccola, insegnandole a giocare a scacchi nella mansarda della casa paterna.

Con l’inizio delle persecuzioni razziali, la famiglia Lolli si divise per cercare di nascondersi. Non si hanno notizie sul luogo dove Corrado si nascose. Il 6 giugno 1944 Corrado fu scoperto e catturato, in circostanze ignote, da italiani o tedeschi, i quali gli promisero la libertà se avesse dato loro del denaro o dei gioielli. Corrado, con ingenuità, li portò al nascondiglio del fratello Enzo (nell’ufficio di un amico, l’ingegnere Dalmiro Costa) dove i due rubarono denaro e gioielli. Ambedue i fratelli Lolli furono portati alla Carceri Nuove di Torino e poi alle carceri di Milano. Dopo alcuni mesi, furono deportati ad Auschwitz su un treno partito il 2 agosto 1944 da Verona, insieme ad altri deportati di varia provenienza.

Il convogliò arrivò ad Auschwitz il 6 agosto: Corrado e suo fratello Enzo furono uccisi all’arrivo.